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La storia del PCC è fatta di massacri e di inganni che hanno portato negli ultimi 55 anni alla morte innaturale di più di 80 milioni di cinesi (un numero superiore al totale della Seconda Guerra Mondiale), e il dato aumenta ogni anno di almeno 300 unità
(come confermato da Amnesty International). L’ex leader del PCC, il Presidente Mao Zedong, aveva sostenuto l’uso di campagne politiche violente ogni 7 o 8 anni per assicurare nel lungo tempo la forza e la stabilità del controllo comunista in Cina. Durante la Rivoluzione Culturale (1966-1976), 7-8 milioni di persone persero la vita. L’uccidere diventò il modo per provare la condizione di “rivoluzionario”, al punto di uccidersi all’interno delle stesse famiglie. Il mondo esterno è stato cieco di fronte a queste atrocità finchè “...corpi, molti senza testa, hanno iniziato a galleggiare sul fiume Pearl ad Hong Kong.” Kenneth Lieberthal (Studioso Cinese).
Nel 1950 il PCC scelse di dichiarare le sue future intenzioni alla popolazione cinese iniziando la “Riforma delle Terre e la Soppressione delle Campagne Controrivoluzionarie”. Queste ‘campagne’ durarono 2 anni, ma morirono 5 milioni di innocenti (lo stesso PCC ne dichiarò 2.4 milioni). La Riforma delle Terre fu la peggiore delle ‘campagne’. Tra il 1959 e il 1961, il Grande Balzo Avanti fu portato avanti attraverso la duplicazione della produzione nazionale di acciaio. Durante la crisi, 30milioni di persone persero la vita, soprattutto per la fame dovuta alla mancanza di produzione agricola in nome dello sviluppo industriale. Il PCC ricondusse le morti a disastri naturali, ma non ci fu nulla di ‘naturale’ in questo disastro.
Il 1989 rappresenta l’anno il cui ricordo è più vivido nella mente della gente. 600-3000 studenti (a seconda della fonte) persero le loro vite quanto l’Armata per la Liberazione della Popolazione fece fuoco su coloro che stavano protestando per la democrazia in Piazza Tiananmen. L’immagine di uno studente in piedi di fronte ad una fila di carri armati, oggi conosciuta pure in occidente, è un’immagine che i media cinesi controllati dallo stato non hanno mai mostrato. La popolazione cinese può solo vedere ciò che il PCC vuole che veda, fatto che chi vive fuori dalla dittatura comunista trova difficile da credere.
Chiunque abbia un’idea diversa da quella del PCC o chiunque critica il PCC va incontro ad una possibile esecuzione. Ne è un esempio Zhang Zhixin, che fu arrestata perché criticava il Presidente Mao. Mentre era in prigione subě torture e stupri di gruppo; poco prima dell’esecuzione, nel 1975, le fu tagliata la gola e infilato un tubo di acciaio nella trachea per evitare che gridasse slogan di protesta nel momento dell’esecuzione. Queste atrocità continuano ancora oggi....
La persecuzione della Falun Dafa
Dieci anni dopo il massacro di Piazza Tiananmen, l’allora presidente del PCC, Jiang Zemin (attualmente accusato di genocidio in tutto il mondo), iniziò l’eliminazione sistematica della Falun Dafa.
Jiang diresse personalmente la persecuzione emettendo i seguenti tre ordini:
- “Distruggerli fisicamente.” Migliaia di praticanti sono morti a causa dei metodi di tortura usati, quali bastoni elettrici, alimentazione forzata con escrementi, stupri e iniezioni di farmaci che danneggiano il sistema nervosa. Questi sono alcuni dei più di 100 metodi usati.
- “Rovinare la loro reputazione.” Jiang ha usato i media gestiti dallo Stato per iniziare una campagna di propaganda diffamatoria, inventando incidenti quali quello dell’auto immolazione del 2001, quando diverse persone si diedero fuoco sostenendo di essere praticanti della Falun Dafa (episodio che è poi è stato dimostrato essere falso). L’obiettivo era issare l’opinione pubblica contro chi pratica la Falun Dafa; tattica già usata da Hitler e Mao.
- “Portarli alla bancarotta finanziaria.” I praticanti sono privati delle risorse necessarie per vivere, inclusi i risparmi, i salari, le pensioni e i beni. Molti hanno perso illegalmente i loro impieghi, le case, le attività commerciali. Altri sono stati cacciati dalle università e dalle scuole primarie.
Ad oggi sono stati registrati da organizzazioni internazionali più di 2932 morti, (Amnesty International - ‘10,000 Condannati a morte’); 3 milioni sono detenuti nei campi di lavoro forzato senza essere stati sottoposti a processo e più di 500 innocenti sono stati imprigionati con pene superiori ai 18 anni. Un Analista Senior della CNN, Willy Lam, ha posizionato quest’ultima iniziativa sulla linea di terrore nel quadro delle campagne governative; è “un passo dietro la Rivoluzione Culturale”. Sono stati provati circa 30,000 casi di torture e di abusi durante gli arresti; le donne hanno subito stupri, aborti forzati e violenze sessuali da parte delle autorità. Questa campagna è stata definita la più ampia, lunga, sistematica e costosa intrapresa contro un gruppo di persone in Cina.
Tra il 1995 e il 1999, il PCC ha apertamente promosso lo studio della Falun Dafa come mezzo per migliorare la salute della nazione. Ma ha poi scoperto che in pochi anni il numero delle persone che studiavano la Falun Dafa era superiore al numero dei membri ‘ufficiali’ del PCC. Essendo uno stato ateo, il PCC si è sentito, ingiustamente, scavalcato e ancora una volta per non perdere il controllo sulla popolazione cinese è intervenuto in maniera brutale.
Clicca sulle immagini per ingrandirle.
Per maggiori informazioni visitate (inglese):
World Organisation to Investigate the Persecution of Falun Gong
Falun Gong Human Rights Working Group
Per la storia del PCC e i dettagli sui suoi crimini:
Nove Commentari sul Partito Comunista (PDF ~ 1,2MB)